venerdì 6 luglio 2012

MARYLIN


Marilyn, la diva e la donna: l’omaggio di Ferragamo
In occasione del cinquantesimo anniversario della sua morte, Firenze e Salvatore Ferragamo omaggiano con una mostra Norma Jeane Baker, a tutti nota come Marilyn Monroe.
La mostra, allestita al museo Salvatore Ferragamo in Palazzo Spini Feroni a Firenze e aperta al pubblico dal 20 giugno al gennaio 2013, è una retrospettiva che immerge direttamente nel mondo di Marilyn. Se la breve vita dell’attrice non ha permesso a nessuno di conoscerla fino in fondo, la mostra di Ferragamo cerca perlomeno di raccogliere quanti più aspetti possibili della sua personalità: sono raccolti in una sala circa 50 modelli di abiti utilizzati da Marilyn Monroe durante le riprese dei suoi film o nel quotidiano; gli scatti di Bert Stern, George Barris, Milton Greene, che l’hanno immortalata in pose celebri e non; gli scritti di Marilyn, i filmati che la riprendono, gli omaggi a lei resi dal mondo dell’arte e della letteratura, tra la celebre opera “Quattro Marilyn” di Andy Warhol e la poesia “La rabbia” scritta da Pier Paolo Pasolini dopo la sua morte. Le scarpe: il marchio del museo che la celebra è anche quello che Marilyn Monroe prediligeva per le sue adorate decolletè dal tacco 11, che Salvatore Ferragamo creava per lei pur non avendola mai incontrata; Salvatore Ferragamo che parlando delle donne che calzano scarpe numero 6 nella sua autobiografia dice “La misura del piede mi rivela il carattere di chi lo possiede. Ho suddiviso le donne che sono venute da me in tre categorie: le Cenerentole, le Veneri e le Aristocratiche… La Venere è generalmente molto bella, affascinante e sofisticata, eppure dietro il luccichio esterno si cela spesso una donna di casa amante delle cose semplici; poiché queste due caratteristiche sono contraddittorie, la Venere è spesso incompresa: la si accusa di amare troppo il lusso e le frivolezze” : sembra descrivere proprio lei, la nostra Marilyn. La mostra è stata inaugurata il 19 giugno con un party cui hanno preso parte varie personalità del mondo dello spettacolo, tra cui Carla Fracci, Violante Placido e Rose Byrne, accolte da hostess vestite con un abito bianco che evocava chiaramente l’abito e la scena tra la più sensuali e memorabili della storia del cinema. Salvatore Ferragamo è stato l’ultimo, per ora, a voler ricordare Marilyn Monroe, ma non l’unico: ricordiamo che l’intero Festival di Cannes 2012 è stato dedicato all’attrice, la cui storia è stata ripercorsa nel film di Simon Curtis, “Marilyn”; omaggi anche dal mondo dell’arte e della fotografia, con la rassegna di scatti di Bert Stern al Forte di Bard.
Innumerevoli tentativi di cercare, raccogliere, capire qualcosa in più su una delle personalità più complesse di sempre del mondo dello spettacolo. Chiaro è che il mistero avvolge solo un lato di questa figura: non la diva Marilyn Monroe, i suoi film, la vita mondana, gli amori e gli scandali pubblici. Ma la donna Norma Jeane Baker: i suoi sentimenti, il suo fascino, la sua forza e la sua fragilità insieme. Ci sono eventi, episodi, frasi, che l’hanno resa un’immagine permanente nella mente di tutti: come non ricordare il celebre “Happy birthday Mr. President” cantato pubblicamente per il compleanno di John Kennedy, o frasi come “I diamanti sono i migliori amici delle donne!”. Ma il suo mito non si è costruito su questo. Perlomeno non solo. Per una volta, un mito non costruito sull’irraggiungibilità, ma sull’umanità. Non è la sexy Marilyn a far perdere la testa agli uomini, ma la Marilyn sfuggente, quella che non si svela mai del tutto. E non è l’attrice inarrivabile ad essere un’icona per le donne, ma quella ragazza con i problemi e le paure di tutte, che riusciva ad attrarre con così poco… a volte anche solo con una goccia di Chanel n.5 addosso.


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