martedì 10 luglio 2012

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La Lucania raccontata dai nipotini del sisma

La Lucania raccontata dai nipotini del sisma. Un libro e un film.

Il 22 Maggio a Potenza la presentazione ufficiale
 
LUCANTROPI, Tra il dito e la luna, scelgo la luna. Il libro.
LA BASILICATA NEL CELLULARE. Memorie dal terremoto e sogni di petrolio. Il film.
 
Il cinema di Corleto Perticara chiuso dopo il terremoto e mai più riaperto. L’arrivo del petrolio e dei sogni di carta. Le occasioni mancate, e quelle inseguite a Marsico Nuovo e Latronico. Vado via, resto qui. L’ossessione di facebook e twitter come tic antipredessione, ma anche memoria delle tradizioni cucite addosso alla modernità a Lagopesole: torniamo a fare i contadini, ma non da morti di fame.
Cos’è la Lucania, oggi. E cos’era ieri, all’indomani del terremoto del 1980. Ma soprattutto: cosa sognano per il futuro di questa terra i suoi giovani.
 
Cinquanta ragazzi, cinque istituti superiori, una sola terra.
E sono proprio i nipotini del sisma i protagonisti di un esperimento editoriale curato dall’Osservatorio permanente sul dopo sisma, diretto dal giornalista di Repubblica Antonello Caporale: raccontare la Lucania di oggi attraverso le suggestioni e gli occhi di chi, il terremoto, non l’ha mai vissuto. Hanno provato a farlo con un istant book, Lucantropi, e con un istant video girato con il videofonino, La Basilicata nel cellulare. Il sisma come occasione per rifarsi, per giocare senza azzardo l’ennesima partita al tavolo dello sviluppo.
 
«Sono racconti densi di sentimento, a volte di risentimento, ma gonfi di amore per la Lucania. È un libro vero, crudo, sincero – spiega Caporale – C’è la gioia e la noia nelle parole di questi ragazzi che provano a raccontare se stessi e la loro terra. Il presente e il futuro. Le nuove generazioni devono imparare a sognare restando qui.  Serve un fondo unico, una cassa comune, che garantisca e assecondi i loro talenti, i loro bisogni. Serve lo studio, l’applicazione quotidiana, la fatica. Servono i viaggi, l’apertura al mondo, le parole degli altri. Servono occhi curiosi, mani pronte, passo veloce. Serve imparare. Serve lavorare. Serve essere e mostrarsi liberi, come lo sono i protagonisti di questo libro e di questo piccolo film». 
 
L’inchiostro dell’istant book, curato da  Giuseppe Napoli, giornalista e responsabile del progetto editoriale, si mescola ai fotogrammi del documentario, a cura del filmaker Antonello Faretta e realizzato con i videofonini dai ragazzi delle scuole, accompagnando il lettore in un viaggio inedito nella Lucania di Levi e Sinisgalli, di Nitti e Scotellaro.
 
Un lavoro sperimentale al quale hanno collaborato Maria Rosaria D’Anzi e Stefano Ventura, entrambi ricercatori, e Manuela Cavalieri, giornalista.
Il progetto, sostenuto dalla Regione Basilicata e dalla Fondazione MIdA, ha coinvolto gli studenti di cinque istituti superiori: “A. Einstein” di Corleto Perticara, “F. De Sarlo” di Latronico, “G. Peano” di Marsico Nuovo, “E. Fermi” di Pescopagano e “Leonardo Da Vinci” di Potenza.
 
La presentazione del libro e del film è in programma martedì 22, a Potenza. Ad dopo i saluti diGiovanni Robertella (Ufficio Cultura del Dipartimento Formazione, Lavoro, Cultura e Sport della Regione Basilicata), insieme a Vito De Filippo (Presidente Regione Basilicata), Fausto Taverniti(Direttore Rai Basilicata), Virgilio Gay (Direttore Fondazione MIdA), Antonello Caporale (Direttore Osservatorio sul dopo sisma), Pietro Simonetti (Coordinatore centro Lucani nel Mondo «Nino Calice»).
Pubblicato in Reportage 
Domenica, 19 Febbraio 2012 13:40

L'Osservatorio permanente sul doposisma

L'Osservatorio permanente sul doposisma

L'OSSERVATORIO PERMANENTE SUL DOPOSISMA
L’Osservatorio permanente sul doposisma riannoda il filo della memoria dei luoghi colpiti dal terremoto del 23 novembre 1980 allargandola agli altri sismi italiani che hanno provocato danni analoghi. L’Osservatorio indaga e analizza le successive trasformazioni sociali, ambientali, economiche, promuovendo – attraverso l’elargizione di borse di studio – l’analisi e la ricerca scientifica in diverse discipline. 
Diretto da Antonello Caporale, esso è totalmente finanziato dalla Fondazione MIdA che destina allo scopo, in coerenza con gli obiettivi statutari, parte dei proventi derivanti dalle proprie attività. Ubicato presso la sede della Fondazione, è una struttura di ricerca che intende custodire il valore della memoria, ma soprattutto produrre, di anno in anno, temi di discussione, elementi capaci di sviluppare dibattito a livello nazionale, indagini tese ad esplorare il “nuovo mai indagato”. La ricerca è un work in progress che si alimenta giorno per giorno grazie al recupero delle fonti scritte (ogni tipo di pubblicazione, atti amministrativi, leggi, convegni, etc) ed orali (archivio radiofonico, dalle radio private a quelle Rai), oltre che di ogni tipo di filmato, amatoriale o professionale. 
Il gruppo di lavoro, coordinato da Stefano Ventura, promuove l’approfondimento giornalistico e il dibattito anche attraverso il suo sito (www.osservatoriosuldoposisma.com) che ospita contributi di giornalisti, saggisti e intellettuali di tutte le regioni italiane. Una squadra di giovani giornalisti, video maker, storici e ricercatori, ha il compito di riannodare il filo con il passato, di intrecciarne l’ordito per creare una memoria condivisa e indagare le zone grigie del terremoto e le metamorfosi dei territori che l’hanno vissuto.
Fondamento di ogni attività è la costituzione di una memoria multimediale che riallinei le vicende, i fatti, i volti, i luoghi in cui si realizzò l’evento sismico. A questo livello di analisi, è stato affiancato un lavoro di ricerca pura: una lente d’ingrandimento posizionata sui riflessi del sisma in un luogo “x” colpito dal tragico evento, sotto il profilo della ricostruzione di un’identità culturale, sociale economica ed umana. 
Nel 2010 sono stati avviati e conclusi alcuni studi sulla gestione dell’emergenza, in ottica comparata, nei terremoti italiani degli ultimi trent’anni. I risultati sono illustrati nel rapporto annuale 2010 dell’Osservatorio, dal titolo “Le macerie invisibili”. 
Nel 2011 un nuovo filone di indagine ha preso in esame i condizionamenti e le dinamiche innescate nelle aree terremotate dall’intervento di sviluppo industriale programmato nella legge di ricostruzione (la 219/81) e realizzato nel corso degli anni successivi al 1980. Il progetto è stato affidato all’Area Ricerche della Banca Monte dei Paschi di Siena. Inoltre è stata finanziata una ricerca, in collaborazione con la cattedra di Antropologia culturale dell’Università di Bergamo, per un'analisi sul campo effettuata da una giovane ricercatrice nella comunità terremotata di Caposele, in provincia di Avellino. Entrambi i lavori sono stati pubblicati nel rapporto 2011, intitolato “La fabbrica del terremoto”.Scuola di Paesologia, il programma

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